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320 Pagine

Federico Morelli. Sedici anni, bocciato, technofolle. Senza futuro. Per tutti sei il Moro, per te tutti sono Denis, Pennello e Sfinge, i tuoi Soci, l’unica famiglia che riconosci.

 

Tuo padre ti ficca la testa nel piatto mentre la Bellina guarda in silenzio. Sei un fallito, finirai male. Tu però una cosa la sai: non diventerai come lui.

 

Un bacio rubato dopo sere di sesso, la morte che ti sorride da quella finestra che non sai mai se chiudere, quella notte dove tutto è finito. E poi la techno, l’MD, la Chiusa e la noia.

 

I ragazzi di oggi non hanno smesso di sognare, non ne hanno avuto il permesso.

«Mio padre e mia madre mi dicono che non posso continuare a vagare, che devo lottare per emergere, avere sogni grandi da inseguire. Ma è tutto inutile perché io non riesco a credere in niente di ciò che vogliono loro: sogni, obiettivi, risultati, un lavoro figo, vincere, inculare a sangue, sorridere, commuovermi, pregare, la macchina nuova, le sedie di design, la cravatta da duecento euro, i denti bianchi, capelli in ordine, i cinesi sono troppi, essere in guerra con tutti, l’aperitivo, gli infradito in pelle, la faccia che tira, la polverina bianca, il plasma da cinquantadue pollici. Moro, a te cosa piace?»

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